carciofo-mammola

In fondo è una verdura come un’altra

“….Una tavola con al centro un carciofo, adagiato su un piatto riscaldato da un piccolo fuoco. Una disposizione accurata per una prelibatezza. La giovane donna sfoglia il carciofo con grazia, servendosi di un tovagliolo. L’uomo beve da un calice, alle sue spalle un valletto regge una brocca. Due servitori sorvegliano lo svolgimento del pasto.

La balaustra lascia intravedere il giardino. Ispirata a una delle incisioni raffiguranti i cinque sensi, questa scena intima gioca sulla polisemia della parola gusto: l’interno elegante riflette la raffinatezza dei personaggi e il carciofo simboleggia al contempo il piacere gustativo e l’attrazione sensuale che i due provano l’uno per l’altra.”  Da Abraham Bosse, I cinque sensi (1604-1676)

Era il 1604 quando un cameriere servì Caravaggio e riportò alle forze dell’ordine: «Ho portato loro otto carciofi, quattro ripassati nel burro e quattro fritti. Quando l'imputato mi chiese di indicargli quali erano quelli al burro e quali quelli cotti nell'olio, io gli consigliai di annusarli. Lui si arrabbiò e, senza dire nulla, afferrò il tegame di terracotta e mi colpì sulla guancia, ferendomi lievemente... poi si alzò e prese la spada del suo amico che giaceva sul tavolo, forse con l'intenzione di colpirmi. Allora io scappai e venni qui alla stazione di polizia per rendere una denuncia formale”. "Tratto Da Piccola storia dei carciofi, Rebecca Rupp, National Geographic.

Nel 1500 viene definito “principe delle verdure d’inverno”. La “diavoleria mangereccia” viene rappresentato da Raffaello negli affreschi di Villa Farnesina, Francesco del Tadda scolpisce la Fontana del Carciofo nel Giardino di Boboli.

Il carciofo di oggi deriverebbe dal cardo selvatico, meno gustoso e di gusto più pungente, probabilmente originaria del Nord Africa e portato con elevata probabilità dai greci in Sicilia. Quindi accompagna lo sviluppo della civiltà romana, medioevale e rinascimentale, prima in Italia e poi in tutta Europa, per poi diffondersi nell’800 nelle Americhe per mano dei francesi. Una sorta di compagno della civilizzazione dell’uomo, a partire dal bacino del Mediterraneo, dove il suo utilizzo ha permeato la vita di innumerevoli generazioni.

Oggi l’Italia è il maggiore produttore mondiale. E il carciofo costituisce un caposaldo, non solo della sua produzione agricola, ma pure della cucina nazionale e non.

Da afrodisiaco a motivo delle ire di un genio della pittura, a vettore di civilizzazione. Una verdura tutto meno che qualsiasi, quindi.

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