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Come costruire le relazioni con i clienti sui Social Media

Nessuno meglio di voi che li coltivate, raccogliete e vendete conosce i vostri prodotti? Verissimo.
Per questo è il produttore la persona più adatta a gestire i social dell’impresa agricola? No, non è proprio così.
Qui vi spiego perché.

Al di là dell’aspetto più tecnico del social media marketing, che si può sempre acquisire studiando e facendo pratica, è la costruzione di un rapporto positivo, stabile e duraturo con i clienti, che richiede una voce esterna, per tre buoni motivi.

1. Coinvolgere i Fan
I social servono alle aziende per attirare clienti, trasformandoli in fedeli consumatori.

Tutto funziona perfettamente finché il pubblico ha un approccio positivo con i vostri prodotti. Quando però arrivano lamentele ecco che l’imprenditore rischia di farsi prendere la mano. Controllarsi è difficilissimo, per chi ha duramente lavorato per coltivare, ed è umano rispondere con acrimonia a chi critica i propri prodotti, ma è un errore fatale da evitare assolutamente!

Ci sono marchi che si sono rovinati la reputazione perché hanno ricoperto di insulti un cliente, o semplicemente cancellato un commento negativo.
Non affrontare correttamente una “crisi” può scatenare un vero effetto valanga per la vostra azienda, con gli utenti che rimbalzano su tutta la rete il vostro atteggiamento negativo, creandovi una pessima reputazione.

Un esterno, invece, ha la freddezza di replicare anche al più acceso appunto, senza far danni, anzi spesso trasformando quel utente ostile in uno dei vostri più fedeli clienti.
Tutto si può girare in positivo e così vanno gestite le critiche, ma riuscirci richiede il necessario distacco che non è dato a chi fa tanta fatica per coltivare un prodotto.

2. Mostrare la vita quotidiana dell'Azienda.
Un secondo punto fondamentale è che gli agricoltori, abituati spesso da generazioni, a coltivare e allevare, tendono a dare per scontati alcuni aspetti dei loro processi produttivi, in realtà di grande interesse per il pubblico.
Un punto di vista terzo fa emergere questi argomenti di comunicazione di grande fascino e può trasformarli in valore aggiunto per il marchio.

3. Dimostrare la conoscenza del prodotto.
Ora qualcuno obietterà proprio sul punto da cui sono partita.
Nessuno, come chi li produce, conosce così bene i prodotti. Come può un esterno promuoverli e raccontarli sui social?
Giustissimo, non può.

Per quello ho parlato di professionista, perché è tale solo chi, prima di intraprendere qualsiasi attività di comunicazione, viene in campagna con voi, segue il vostro lavoro, conosce i vostri collaboratori, i processi colturali, interiorizzando la filosofia aziendale, il modo di intendere l’agricoltura, di praticarla e il vostro entusiasmo.

Ne nascerà un collaboratore che ha un’approfondita conoscenza dei prodotti, che si sarà stupito scoprendo i vostri metodi colturali, trovando gli aspetti di fascinazione per il pubblico, ma che, al contempo, avrà la sufficiente calma per virare a vostro favore eventuali critiche o lamentele. 

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