Drone su un campo

Agricoltura 4.0: Credito d'Imposta, Ricerca e Sviluppo

Innovazione in Agricoltura. Come recuperare, in maniera semplice, gli investimenti in Ricerca e Sviluppo

L’Agricoltura 4.0 è ormai una realtà

Sono centinaia le aziende che investono tutti gli anni in tecnologia e dati. Spesso però sottostimano gli sforzi che fanno e soprattutto non recuperano quello che spetta loro per legge.

Serre tecnologiche, allevamenti computerizzati, impianti di lavorazione del prodotto collegati via internet ai rispettivi centri di assistenza, raccolta dati con satelliti e droni, guida automatica senza operatore per i veicoli, elettrificazione. Sono solo alcuni esempi di quello che succede oggi in agricoltura.

Attenzione, non è una novità. Si tratta di un fenomeno che storicamente è sempre successo. Va ricordato che la sperimentazione di molti accorgimenti che montano le nostre auto sono stati inizialmente testati sulle macchine agricole o che da sempre la sperimentazione genetica sulle nuove varietà accompagna l’evoluzione dell’uomo.

Ciò che sta cambiando è che sono le aziende stesse a fare innovazione, ricerca e sviluppo e non che l’agricoltura è un campo test delle innovazioni. Le aziende agricole hanno cominciato a guardare fuori e scoperto che alcune delle innovazioni tecnologiche fenomenali dell’ultimo decennio possono essere assorbite ed inglobate nelle attività per sviluppare un modo nuovo di lavorare. L’azienda agricola non si limita ad acquistare soluzioni offerte dal mercato ma è diventata il centro, il motore ed il produttore delle proprie soluzioni.

Ricerca e Sviluppo è tutto ciò che porta ad un nuovo prodotto o ad un nuovo processo produttivo

La prima cosa da fare è distinguere la ricerca e sviluppo dalla normale attività produttiva. In pratica tutto ciò che in azienda si studia e sperimenta per cambiare il proprio sistema produttivo o il proprio prodotto è di fatto ricerca e sviluppo. Cosa vuol dire? Che si tratta di un investimento ad alto rischio (sappiamo bene che ne provano 10 perché ne vada bene 1) che è necessario conteggiare nei propri bilanci e fare emergere.

I motivi per farlo sono diversi e tutti molto validi

  • Distinguono un’azienda dinamica da chi è destinato a rimanere arretrato,
  • Evidenziare una mentalità imprenditoriale valutata positivamente da partner, fornitori e clienti,
  • Recuperare l’investimento tramite le misure a favore della ricerca e sviluppo.

Nel conteggio della R&S entrano personale, consulenti, amministratori, materiali e molto altro.

Quali voci di spesa possono entrare nel conteggio di ciò che sto spendendo per ricerca e sviluppo?

Le voci sono tante ed a volte molto consistenti, soprattutto per le aziende grandi e con molto personale tecnico. La prima voce da considerare sono proprio i tecnici dipendenti adibiti all’analisi del problema, alle sperimentazioni ed alla raccolta dei  dati. Si tratta a volte di persone che vengono completamente sollevate dalle attività ordinarie e preposte alla sperimentazione. Poi ci sono i materiali utilizzati nelle parcelle, le consulenze esterne, le analisi funzionali dei software ed il loro sviluppo fino alla versione precedente l’utilizzo, lo studio delle soluzioni esistenti e l’analisi di fattibilità della loro applicazione, il prodotto non venduto perché sottoposto ai test ed in parte, anche il costo dell’amministratore che spesso partecipa in prima persona alle sperimentazioni. 

Dare valore alla Ricerca e Sviluppo aziendale

Da sempre l’agricoltura fa ricerca e sviluppo ma non l’annota come tale. I dati di chi ha cominciato a farlo dimostrano come sia normale investire tra il 2 ed il 4% del fatturato in ricerca e sviluppo. Ognuno a casa propria può fare i conti e valutare a quanto ammonta. In alcuni casi la cifra è significativa e qualora recuperata come prevede la legge, porta ad un aumento di redditività di almeno l’1-2% sul fatturato.

Infatti, una quota variabile, a seconda delle voci, tra il 25% ed il 50% di quanto speco può essere recuperato. La misura è cumulabile con altre forme di incentivo anche se, da questo punto di vista, meglio effettuare sempre un’analisi approfondita.

Credito d’imposta: il modo più rapido per l’agricoltura di recuperare l’investimento in R&S

Se si è impostato un buon lavoro, alla fine dell’anno è facile raccogliere i dati su quanto si è speso e dopo l’opportuna certificazione, che normalmente si conclude nel marzo successivo, si può cominciare a recuperare quanto spetta come credito d’imposta. Non occorre fare bandi, non serve aspettare i tempi della pubblica amministrazione.

Noi abbiamo sviluppato una nostra procedura specifica per le aziende agricole di vari settori e la stiamo applicando con successo insieme ai nostri clienti. Oltre al recupero dei benefici fiscali, ci interessa fare emergere l’investimento in agricoltura come un modo tangibile di garantire il consumatore ed essere imprenditori all’avanguardia

Sei interessato ad approfondire queste opportunità? Contattaci e saremo lieti di fornirti tutte le informazioni possibili.

 

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